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Collezione del Museo del Violino

La fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari nasce nel 2013 e costituisce un passaggio fondamentale per la creazione del sistema culturale integrato che oggi caratterizza così fortemente la città. Raccoglie al suo interno i reperti stradivariani, la ricostruzione di una bottega di liuteria e soprattutto due collezioni dal valore inestimabile: lo Scrigno dei tesori e i Friends of Stradivari, oltre a una collezione dedicata all’espressione della miglior liuteria contemporanea mondiale.

I reperti stradivariani

Si tratta di attrezzi, forme in legno, modelli cartacei per viole, violini, violoncelli, arpe, liuti e strumenti a corda che Antonio Stradivari comunemente usava per realizzare gli strumenti nella sua bottega: una raccolta unica al mondo attraverso la quale è possibile ricostruire i dettagli tecnici della costruzione degli strumenti ad arco secondo il genio del grande maestro.

Dopo la sua morte, tutto il materiale – circa 1.300 pezzi – fu ceduto dal figlio a privati e passò di mano in mano fino a quando l’ultimo proprietario, il liutaio Giuseppe Fiorini, cedette l’intera collezione alla città di Cremona, con il vincolo che i reperti fossero esposti e che la città istituisse una scuola di liuteria.

Attualmente i reperti sono oggetto di approfonditi studi: nel corso dei vari passaggi, infatti, i proprietari hanno apportato modificazioni sia su quelli cartacei sia su quelli lignei. Si tratta per lo più di scritte, sigle o appunti, che oggi gli studiosi stanno studiando per poterle datare e conseguentemente attribuire in modo certo. Le indagini vengono condotte secondo due approcci: uno di tipo paleografico e uno diagnostico-scientifico, entrambi affidati all’università di Pavia.

Il primo, condotto dal Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali, consiste nello studio comparativo di alcune scritte attribuite con certezza a Stradivari con altre di attribuzione dubbia. Il secondo, condotto invece dal laboratorio di indagine diagnostica non invasiva, analizza chimicamente gli inchiostri, in particolare la presenza di ferro, rame e zinco: i rapporti fra questi elementi consentono, infatti, di caratterizzare i differenti inchiostri e di compararli con i risultati dello studio paleografico.

La bottega di liuteria

La bottega del liutaio è un luogo curioso e un po’ magico, dove è possibile lasciarsi affascinare dai gesti abili e sapienti degli artigiani che, oggi come un tempo, sanno trarre dal legno e dalle vernici un suono dolce e melodioso come la voce umana. La bottega è una tappa fondamentale del percorso museale che racchiude in sé un giacimento culturale preziosissimo.

Lo scrigno dei tesori

La collezione, esposta in una suggestiva sala nel cuore del museo, raccoglie i 12 strumenti più significativi della grande scuola liutaria cremonese, dalla prima metà del XVI secolo alla prima metà del XVIII secolo. Il più antico è il Carlo IX di Andrea Amati del 1566, il più recente è il violino di Simone Fernando Sacconi del 1941. Grazie al contributo della collezione del Comune di Cremona e del Centro di Musicologia Walter Stauffer, il museo espone la più alta e completa testimonianza di strumenti ad arco di scuola cremonese, come nessun altro museo in Europa.

Friends of Stradivari

Si tratta di un network internazionale fra quanti possiedono, usano o custodiscono capolavori dei grandi maestri cremonesi. Nell’ambito di questo programma è stata promossa l’esposizione permanente all’interno del museo di importanti strumenti dei grandi maestri cremonesi, appartenenti a collezioni pubbliche e private di tutto il mondo: il privilegio del possesso di un’opera d’arte trova la sua declinazione più alta nella scelta etica della condivisione. Così, capolavori normalmente non accessibili al pubblico possono oggi essere ammirati, studiati e soprattutto ascoltati; competenze e informazioni spesso inedite possono essere scambiate e diffuse incentivando nuove occasioni di conoscenza e di incontro.

Collezione permanente di liuteria contemporanea

Riunisce gli strumenti premiati con medaglia d’oro al Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco “Antonio Stradivari”. Istituito nel 1976, il concorso è una competizione così importante da essere considerata l’olimpiade della liuteria. Possono partecipare solo i liutai professionisti per le categorie violino, viola, violoncello e contrabbasso, e le opere sono valutate da una giuria composta da musicisti e liutai selezionati fra i migliori e più famosi al mondo. Vengono valutate le qualità artigianali dello strumento e la resa acustica e la medaglia d’oro viene conferita solo agli esemplari eccellenti in entrambe le sezioni.

Il lavoro dei migliori maestri liutai di oggi esprime una continua ricerca di valori stilistici e soluzioni costruttive, sottolinea l’attualità della scuola cremonese e dimostra la vivacità eclettica di un’arte sempre più globale.