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Progetto ANIMA

Il progetto “ANalysis and Investigation of Materials and Acoustics” (AN.I.M.A.):  Conoscere i materiali per comprendere l’immateriale

Una domanda che ricercatori e studiosi si pongono spesso è in che modo i materiali utilizzati nella costruzione del violino possono influenzare le caratteristiche del legno, la sua durabilità e conseguentemente l’acustica stessa dello strumento. Per studiare l’impatto dei differenti trattamenti del legno, correlati sia alle modifiche indotte dai materiali utilizzati ma anche dalle variazioni delle geometrie delle diverse componenti sulla qualità acustica del violino, diventa determinante studiare gli aspetti delle caratteristiche timbriche dello strumento durante ogni fase rilevante del processo di costruzione.

A Cremona ancora oggi si fa riferimento ad una tradizione storica artigianale legata principalmente a quello che viene convenzionalmente definito il “periodo d’oro” della liuteria cremonese durante il quale, grazie alla presenza di alcune famiglie di liutai come gli Amati, Stradivari e Guarneri, si è perfezionata una tecnica di lavoro particolare. Alcuni passaggi determinanti del processo costruttivo, partendo dalla scelta e selezione dei legni, comprendono successivi trattamenti preliminari del legno, l’applicazione di materiali riempitivi e infine la stesura di vernici sulle superfici. Queste procedure sono però molto diverse le une dalle altre e prevedono tecniche di utilizzo di materiali e trattamenti estremamente eterogenei tra di loro. Inoltre, esistono centinaia di ricette storiche per la preparazione di vernici per la finitura delle superfici e alcune di esse sono state particolarmente prese in considerazione in passato dai liutai. Il fatto che un violino possa presentare diversi strati non omogenei di materiale, compreso il legno non trattato, la preparazione, i diversi turapori e vernici, rende lo studio della correlazione tra materiale e qualità del suono piuttosto complessa.

Oltre a questa grande varietà di trattamenti e applicazioni di materiali nei diversi step operativi, devono anche essere prese in considerazione le notevoli eterogeneità nelle geometrie del violino, negli spessori delle componenti assemblate, nelle dimensioni, nelle distanze e nei volumi.

Tutto questo ha ovviamente un impatto diretto sulle caratteristiche sia chimiche e strutturali del legno che su quelle vibratorie, timbriche ed acustiche del violino. Questi molteplici fattori hanno da tempo interessato ricercatori e liutai di diverse nazioni. Fino ad ora non si era presentata l’occasione per iniziare a pensare di sviluppare una ricerca mirata proprio a Cremona che, in quanto custode di questa tradizione, risulta essere il luogo ideale per la realizzazione di questo progetto. Grazie al sostegno e al coordinamento del Distretto Culturale della Liuteria, il progetto, nato da una precisa esigenza manifestata da un gruppo di liutai professionisti di Cremona, trova oggi una diretta interlocuzione con i Laboratori scientifici universitari presenti all’interno del Museo del Violino.

Obiettivi

Gli incontri tra i liutai e i ricercatori dei Laboratori hanno portato ad una prima individuazione delle criticità riscontrate nella pratica lavorativa quotidiana, e sono state esaminate le differenti priorità che emergono dall’analisi dei molteplici fattori in gioco e degli obiettivi che interessa raggiungere, anche grazie ad una crescita della consapevolezza da parte del liutaio del lavoro che sta svolgendo.

Il progetto vuole integrare lo studio degli effetti dei trattamenti del legno con le caratteristiche strutturali e vibratorie del legno stesso e correlare questi risultati con i parametri ottenuti dallo studio delle variazioni geometriche del violino effettuate durante le differenti fasi costruttive.

Il grande valore del progetto risiede, oltre che nella tematica di grande interesse dal punto di vista puramente scientifico, anche nella partecipazione diretta dei liutai, di un gran numero di Enti, Infrastrutture e Associazioni disseminate su tutto il territorio della Provincia cremonese. Una territorialità che collabora attivamente nella fase di realizzazione e che è al tempo stesso destinataria dei frutti della ricerca, mirata a comprendere, conservare, valorizzare ed innovare. I risultati ottenuti saranno a disposizione non solo della comunità scientifica con i vantaggi che ne derivano, ma anche e soprattutto dei liutai di vecchia e nuova generazione che sono e saranno garanti dell’antica tradizione e al tempo stesso portatori dell’innovazione e del progresso.

Potenziale impatto

Lo studio delle tecniche costruttive storiche oggi in uso in molte botteghe liutaie cremonesi rivela una scarsa diffusione di metodi scientifici utili per la conoscenza dei materiali, dei supporti e dell’analisi vibratoria e acustica degli strumenti. Ancora più raro è l’utilizzo di tali metodi come ausilio alla costruzione degli strumenti. D’altra parte, la ricerca in campo acustico spesso si rivolge ad una comunità ristretta di addetti ai lavori, senza favorire il trasferimento alla prassi liutaria delle conoscenze accumulate. Questo progetto mira anche a ridurre la separazione tra la comunità scientifica e la comunità dei liutai favorendo il flusso di informazioni (in entrambi i versi) ed instaurando una collaborazione ravvicinata volta ad integrare attivamente le due comunità.

I risultati del progetto trovano numerose applicazioni utili per i liutai. In particolare ANIMA contribuirà a:

(i) identificare quali delle tante variabili che definiscono la geometria di un violino sono davvero rilevanti per la buona riuscita dello strumento e sono sotto il diretto controllo del liutaio in bottega;
(ii) identificare i parametri necessari per definire le caratteristiche ottimali dei materiali;
(iii) identificare i valori ottimali di tali parametri;
(iv) identificare le migliori tecniche, strumenti di misurazione, lettura, interpretazione e utilizzo dei
risultati.

I risultati scientifici del progetto saranno acquisiti dai Laboratori di Ricerca Scientifica presso il Museo del Violino per future ricerche e per la costruzione di un database sempre più ampio di dati. La progressiva diffusione delle buone pratiche dovrebbe creare così un circolo virtuoso in cui il flusso di informazioni ed esperienze tra ricercatori e liutai possa diventare stabile e continuo.

Condizione di base per la realizzazione di questi obiettivi e dell’impatto atteso è la trasmissione ai liutai della conoscenza dei ricercatori, opportunamente semplificata, dei principi e degli strumenti necessari per la rilevazione e la comprensione dei fenomeni e la creazione, anche attraverso la psicoacustica, di un linguaggio condiviso che consenta la corretta comunicazione tra ricercatori e liutai per la comprensione e valutazione dei risultati ottenuti. Questo linguaggio condiviso sarà utile in generale per gli studiosi che vorranno occuparsi in futuro di ricerca applicata alla liuteria.

Il progetto può essere idealmente suddiviso in tre principali fasi (Fig. 1): due da svilupparsi parallelamente e una terza costituita sui risultati delle precedenti:

  1.  AN.I.M.A. 1 – Materiali: caratterizzazione dei materiali e delle proprietà acustiche rispettivamente, nelle singole fasi di finitura del legno;
  2. AN.I.M.A. 2 – Geometria: caratterizzazione delle proprietà acustiche dello strumento in funzione delle proprietà costruttivo-geometriche. Realizzazione di 15 violini prototipi in bianco
  3. AN.I.M.A. 3 – Integrazione dei risultati ottenuti da ANIMA 1 e ANIMA 2.

In ogni fase del progetto la collaborazione con i liutai sarà stretta soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di provini sperimentali compresa la lavorazione del legno e l’applicazione dei trattamenti di finitura e la realizzazione dei violini per la fase A2.

 

Liutai proponenti:

Fiorella Anelli, Giuseppe Arrè, Luca Baratto, Elena Bardella, Gaspar Borchardt, Roberto Cavagnoli, Marcelo Cavanna, Michele Dobner, Pablo Farias, Annamaria Menta, Shotaro Nishimura, Barbara Piccinotti, Davide Sora, Alessandro Tossani, Alessandro Voltini

Anima è un progetto del Distretto culturale della Liuteria realizzato in collaborazione con

  • Università di Pavia, Laboratorio Arvedi di analisi non invasiva presso il Museo del Violino
  • Politecnico di Milano, Laboratorio di Acustica Musicale presso il Museo del Violino